11 Gennaio | Presidio popolare “Valle dei Casali Bene Comune”

Domenica 11 GENNAIO – ORE 10.00
Seconda giornata di presidio popolare “Valle dei Casali Bene Comune”

Nell’ambito delle attività rivolte alla riscoperta dei tesori nascosti della Valle dei Casali, il collettivo terraRivolta, insieme al Presidio popolare “Valle dei Casali – Bene Comune” inaugura per domenica 11 gennaio ore 10, l’inizio della stagione delle passeggiate nella valle dei Casali, tra storia, aneddoti, malagestione, speculazioni e paesaggi mozzafiato.
Un percorso sia storico che naturalistico per conoscere più da vicino la flora e la fauna della Valle, e per approfondire la storia e le trasformazioni di questo territorio da fattoria modello a riserva..riservata.

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In vista dell’imminente approvazione del piano d’assetto della valle dei casali, invitiamo cittadine e cittadini a visitare con noi il cuore della riserva per prendere coscienza delle trasformazioni in atto, per comprendere la storia del territorio e della comunità che lo vive, per confrontarsi su quale futuro sia possibile costruire insieme.
Segue una descrizione dei “5 passi” che andremo a percorrere domenica, partendo, come al solito, dal parco dei martiri del Forte Bravetta in via di bravetta n.739, Roma:

1) FORTE BRAVETTA. Il Forte Bravetta per anni è stato un luogo sconosciuto alla maggioranza dei romani, nascosto, dentro un parco. Quasi volesse mitigare il dolore che custodiva. Era l’ultima tappa di un percorso che accomunava molte persone durante l’occupazione tedesca della capitale: quelle che avevano scelto la strada della Resistenza, che passava spesso per Via Tasso, per Regina Coeli e si concludeva al Forte in cui avvenivano le fucilazioni. Forte Bravetta, uno dei tanti forti militari che circondano Roma, è tristemente noto per avere ospitato, su un terrapieno posto al suo interno, le condanne a morte eseguite nella città di Roma dal 1932 fino al 1945. I condannati erano rinchiusi, prima di essere condotti al forte, nel carcere romano di Regina Coeli, e tutti poi fucilati alla schiena come traditori, come voleva il codice penale fascista. Le condanne considerate sono complessivamente centotrenta, delle quali cinquanta eseguite fino all’8 settembre 1943, su sentenze del Tribunale speciale per la Difesa dello Stato; settanta durante i nove mesi di occupazione tedesca, su ordine delle autorità tedesche e dieci dopo la Liberazione, su sentenze di tribunali italiani e angloamericani.

2) PRESIDIO VALLE DEI CASALI (VILLA YORK). Nell’ambito della campagna nazionale “Terra Bene Comune”, lo scorso novembre nel corso di una partecipata assemblea popolare tenuta negli spazi privatizzati e abbandonati della Valle dei Casali – tra i quartieri gianicolense e portuense – si è deciso di indire una giornata di “presidio popolare” la prima domenica di ogni mese, per ri-portare l’attenzione sulla contraddizione di una riserva naturale regionale che resta inaccessibile agli abitanti del quartiere o a chiunque abbia intenzione di percorrerla o visitarla, a meno che tu non sia un costruttore o un truffatore. Il presidio popolare della “Valle dei Casali – Terra Bene Comune” voleva e vuole essere uno spazio pubblico di discussione per sperimentare un nuovo modello di praticabilità dei diritti: NÈ PUBBLICO NÈ PRIVATO ma COMUNE. Dopo la giornata del primo presidio popolare in cui i partecipanti si sono visti identificare dalle forze dell’ordine la proprietà ha deciso di recintare lo spazio che usavamo come luogo di incontro per renderlo inaccessibile (come il resto dell’area) e ha iniziato opere sospette di potature sugli ulivi secolari che erano stati lasciati in abbandono per decenni.
Vedremo con i nostri occhi lo stato dell’area.

3) CASALE AREA PROVINCIA. Sono circa 9 ettari, unico spazio pubblico dell’intera valle dei casali verso bravetta, con un grande ed antico casale occupato abusivamente da qualche anno e reso luogo invece inaccessibile a tutt@ .

4) EX RESIDENCE BRAVETTA L’ex residence Bravetta, noto anche come Residence Roma, nato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 sotto la proprietà di Mezzaroma, costituito da 5 palazzine per un totale di 90 mila metri cubi, nel 1982 è stato indicato dal Comune come luogo di accoglienza “temporanea” per i romani in attesa di un alloggio popolare. Negli anni successivi il Residence è stato teatro di fenomeni di occupazioni abusive, sub affitti in nero e azioni legate alla malavita, fino al tragico duplice omicidio nel 2006 che ha portato allo sgombero delle palazzine tramite l’ordinanza dell’allora prefetto Achille Serra a cavallo degli anni 2006 e 2007. Nel 2007 con l’ordinanza n°59 si decretò lo sgombero del «Residence Roma» e si decise con la delibera 47/2007 firmata in accordo con la proprietà, di destinare parte della struttura a carattere residenziale e utile alla realizzazione di servizi essenziali per il quartiere. Attualmente il progetto di recupero che entro marzo dovrebbe prendere il via, è denominato «Corti Romane» e prevede oltre agli appartamenti, una palestra, un centro anziani, un polo culturale e un asilo nido, spazi comuni collocati in un progetto di massima che ridisegna l’intera zona e che ospiterà forse uffici del municipio e servizi che «non devono morire» (parole di Barbara Mezzaroma). Voci di corridoio dicono che la cubatura aumenterà di un 30%, ancora una volta è il paesaggio a farne le spese.

5) COMPLESSO DEL BUON PASTORE Nell’incantevole panorama della Valle dei Casali e si può considerare il capolavoro dell’architetto Armando Brasini: il complesso del Buon Pastore. Un gruppo di costruzioni con al centro una cupola imponente costituisce una vera e propria cittadella insieme medievale e barocca, circondata da ampi giardini. Ogni fabbricato racchiude al proprio interno uno spazioso chiostro, impreziosito da portici e numerosi passaggi che legano le diverse zone. La facciata principale manifesta un perfetto asse di simmetria e annuncia la presenza delle due ali del complesso.L’effetto di questa opera è l’immagine di una città onirica di notevole originalità, senza tempo e cronologicamente indefinibile. Il complesso, costato all’epoca 25 milioni, si estende per circa 12.000 mq. Fu inizialmente costruito (1929-1934) come Casa Provinciale della Congregazione di N.S. della Carità del Buon Pastore di Augiere; in seguito fu in parte destinato alla cura dei malati e infine trasformato in scuola nel 1969.

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