Giovedì 17 Novembre/ 14 anni di Acrobax – Una questione di diritti

14 ANNI DEL LABORATORIO OCCUPATO AUTOGESTITO ACROBAX
17-18 e 19 novembre 2016

3 giorni di incontri, dibattiti, musica e immagini

Giovedì 17 novembre dalle ore 18.00 – incontro pubblico
“Referendum, democrazia, diritti. Perché un NO costituente al referendum costituzionale”

A seguire

Apericena a cura della Lunfarda

Presentazione di “Yo no dì a Luz”, di Nadia Shira Cohen
Reportage fotografico sulla situazione femminile in uno dei Paesi più repressivi al mondo in materia di aborto.
Verso la manifestazione nazionale del 26 novembre “Non una di meno”
https://nonunadimeno.wordpress.com/

nd

Nell’ agosto del 2016 l’International Women’s Media Foundation ha dato il via al primo viaggio di racconto giornalistico in Centro America (Adelante Latin America Reporting Initiative). L’IWMF ha selezionato 12 giornaliste che per 10 giorni hanno approfondito i temi legati a donne, salute e sviluppo tra Salvador e Colombia.

Nadia Shira Cohen è una delle fotografe che hanno viaggiato, conosciuto e raccontato le vite delle donne del Salvador.

“Scattare fotografie è spesso la parte più semplice. È all’interazione umana, nel chiedere alle persone di spalancarti le loro vite, i loro mondi, che bisogna dedicare più tempo e delicatezza”.

Nata a Boston nel 1977 in una famiglia di artisti, Cohen incontra la fotografia a 15 anni con la sua prima fotocamera. La naturale curiosità la porta da subito a esplorare il mondo che la circonda, attraverso l’obiettivo. Passione che ha continuato a coltivare durante il periodo universitario fino a sfociare in una carriera che ha percorso il mondo della fotografia lungo diversi binari: dal puro fotogiornalismo al photoediting, fino a lavorare per i più significativi fotogiornalisti del mondo per conto di alcune importanti agenzie internazionali. Espone in Europa e negli Stati Unite e vince diversi premi in Italia e all’estero. Ultimamente Nadia dedica la maggior parte della sua esplorazione narrativa alla condizione femminile nel mondo. Grazie a questo specifico interesse giunge nel Salvador dove incontra donne di tutte le età ed estrazioni sociali che quotidianamente, in particolare le più povere, fronteggiano alcune delle leggi più repressive del mondo in materia di aborto.

Le donne che giungono in ospedale a causa di un aborto spontaneo vengono denunciate alle forze dell’ordine da parte del personale ospedaliero per indagare le circostanze dell’interruzione della gravidanza.
Nel Salvador l’aborto è considerato un reato punibile anche nei casi di stupro e incesto, dove neanche la salute del feto o della madre sono ragioni considerate sufficienti per autorizzarlo. Una donna può affrontare fino a 50 anni di reclusione nel caso venga ritenuta colpevole di aborto volontario.
La legge nella sua forma attuale entra in vigore nel 1998 a causa delle pressioni esercitate sul governo dall’arcivescovo Fernando Sàenz Lacalle dell’Opus Dei.

Nadia Shira Cohen, attraverso le sue immagini, ci avvicina alle vite di alcune donne che ha potuto incontrare durante la sua permanenza in El Salvador: Flor, Norma, Idalia, Maria Teresa, Milagro, Angelica, Maria e molte altre. Alcune sono giovani madri accusate di aborto, altre sono femministe militanti, avvocatesse e dottoresse che si impegnano ad aiutare le donne nell’ambito di un attivismo che si muove a favore di una evoluzione culturale del paese. Un reportage intenso emotivamente ed eloquente narrativamente in cui Nadia denuncia senza accusare, la fatica, la disperazione e la straordinaria forza di queste donne.

Ni Una Menos!

Non Una Di Meno!

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