Venerdì 3 Maggio/Achtung Banditen FEST VII Cromedrop at Acrobax

ACHTUNG BANDITEN FEST

ZONA INFESTATA DA PARTIGIANI

PROGRAMMA (IN AGGIORNAMENTO):

Start @ h 23

Tomz. Db – Cromedrop Family
Quetzal – Cromedrop Family
Laowai Cromedrop – Cromedrop Family
Sed – Cromedrop Family
Viper – Kernelpanik sound

Il prossimo 3 maggio l’Achtung Banditen, giunto ormai alla sua VII edizione, sarà di nuovo al L.O.A. Acrobax per una serata che quest’anno assume un valore simbolico di grande rilievo.

Chi segue il nostro progetto sa perfettamente come gli appuntamenti ludici, musicali e ricreativi che abbiamo promosso nel corso degli anni (dietro libera sottoscrizione) fossero interamente dedicati a rimpinguare le casse comuni degli antifascisti romani. Parliamo di spese vive per carichi pendenti e procedimenti collezionati in anni di militanza, risultato di una lotta combattuta non certo ad armi pari ma in cui la correttezza delle nostre ragioni, di tutte e tutti gli antifascisti, ci ha permesso di non abbassare la testa e proseguire le nostre battaglie.

La serata che ospiterà le performance di Chromedrop finanzierà integralmente le casse della campagna romana _Il blocco stradale NON può essere reato/Stralciamo le multe_, nata in difesa di coloro i quali si sono visti recapitare un’ammenda salatissima (2600 euro) per aver partecipato al corteo solidale dopo lo sgombero dello studentato occupato Degage (agosto 2015). Una fattispecie giuridica, e politica, che fa il paio con le multe che nel corso degli anni i militanti di tutta Italia si sono visti piovere addosso per blocchi stradali, manifestazioni non autorizzate, picchetti anti-sfratto e occupazioni varie. Una fattispecie, però, che riesce a raccontarci anche dell’altro.

Quando la controparte inizia ad usare come deterrente alla lotta politica non più l’aula dei tribunali ma il prelievo coatto delle precarie economie di ciascuno, significa che il salto di qualità a livello repressivo è ormai compiuto. Viene meno la possibilità, per ogni singolo, di scegliere se mettere a repentaglio la propria libertà (d’azione e di circolazione) in nome delle proprie convinzioni, poiché inizia a pendere sulle teste la possibilità di essere spogliati _materialmente_ dei propri redditi – e dunque delle proprie capacità di sussistenza.
Non più, dunque, la scelta consapevole di andare incontro a limitazioni della libertà personale per far valere le proprie idee, ma la riduzione della lotta a questione di censo, a questione _di classe_: una prerogativa non più universale, ma un lusso di pochi, di chi – a colpi di 2 o 3 mila euro alla volta – può ancora “permettersi” di sfidare l’ordine costituito.

Si tratta di un ragionamento, però, da affrontare collettivamente. Un ragionamento che è stato in passato abbozzato, seppur in maniera isolata, senza un filo rosso che abbia reso questa analisi un patrimonio comune su cui rilanciare parole d’ordine collettive: libera circolazione delle persone, libertà di dissenso e diritto di (e alla) resistenza. Temi che oggi irrompono prepotentemente nel dibattito pubblico politico, e che impongono alle vecchie e nuove generazioni di partigiani di adottare le contromisure necessarie per l’ennesima sfida.
Da questo punto di vista, se è vero che la solidarietà è un’arma – come amiamo tutti dire, scrivere e gridare – la scelta di Achtung Banditen di devolvere l’intero incasso della serata ad una causa comune è anche un investimento politico per il futuro prossimo, nella convinzione maturata che l’autosufficienza è un lusso che ad oggi i movimenti sociali non possono permettersi e che impronte di mutualismo e soccorso dal basso come questa possono segnare il cammino per i prossimi anni di lotta.

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