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5 Aprile | Ingovernabili. Incontro con Maurizio Lazzarato

5 Aprile | Ingovernabili. Incontro con Maurizio Lazzarato

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Per una rottura politica contro la governance neoliberista. Venerdì 5 Aprile h 17 Laboratorio Acrobax Roma intervista a Maurizio Lazzarato per www.indipendenti.eu

Con il risultato elettorale abbiamo sicuramente un deposito di elementi contradditori, una dimensione politica complessa su cui ragionare e dispiegare una riflessione ad ampio spettro.

Innanzitutto sulla crisi irreversibile e verticale della rappresentanza dei partiti, praticamente tutti in special modo di quelli per il governo autoritario dell’austerity, 9 ML i voti persi complessivamente da PD, PDL e Lega.

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Non abbiamo bisogno di un governo #anzituttoredditopertutti.

Non abbiamo bisogno di un governo #anzituttoredditopertutti.

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Tra i 27 Paesi attualmente membri dell’Unione europea la mancanza di un reddito di base è localizzata soltanto in Italia, Grecia ed Ungheria. L’Italia resta al di fuori dei parametri europei continuando a disporre di un lacunoso ed iniquo sistema di ammortizzatori sociali che esclude il variegato universo dei precari e dei soggetti non coperti da nessun sistema di protezione sociale.

All’interno: il decalogo del reddito per tutti

Venerdi 5 aprile: Incontro con Maurizio Lazzarato Per una rottura politica contro la governance neoliberista

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Ciao antò, oggi brindiamo alla vita!

Ciao antò, oggi brindiamo alla vita!

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Antonio Salerno Piccinino è nato il 17 Dicembre 1977 all’ospedale Fate Bene Fratelli di Napoli. Sua madre è Franca Salerno e suo padre è Raffaele Piccinino. Dopo pochi giorni dalla nascita Antonio entra con la madre a  Badu ’e Carros, il carcere speciale di Nuoro. Antonio i primi tre anni di vita li passa in carcere, rompendo il silenzio pneumatico e creando calore in quell’istituzione totale che si chiama carcere speciale utilizzata dallo Stato per portare avanti la sua guerra.

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Ma chi ha detto che non c’è…Dallo sciopero sociale al comune in rivolta >> Alexis occupato

Ma chi ha detto che non c’è…Dallo sciopero sociale al comune in rivolta >> Alexis occupato

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Fa un certo effetto, va detto, scrivere da qui, da Alexis, lo spazio che abbiamo liberato il 6 dicembre, in una nuova giornata nazionale di mobilitazioni, dopo quella del 14 novembre, in cui si sono sperimentate importanti pratiche di sciopero sociale.

Difficile capire cosa succede quando si occupa e descrivere la magia delle soggettività che attraversano gli spazi autogestiti ed autorganizzati.

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Alexis, nuova casa di precari e precarie (+Video)

Alexis, nuova casa di precari e precarie (+Video)

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“Ieri 6 dicembre abbiamo occupato lo stabile in via Ostiense 124 e lo abbiamo chiamato Alexis,perché quando diciamo che i compagni/e vivono nelle lotte, ci crediamo veramente. Infatti la giornata di ieri è stata una grande giornata di lotta, una giornata di cortei, di occupazioni e di risposta reale. Lo avevamo detto, scendere in piazza a consumare le strade non ci basta più, cominciamo a portare elementi di proposta, luoghi dove sperimentare il comune e le possibilità oltre l’esistente, oltre il capitalismo. Alexis vuole essere uno spazio aperto alla città, vuole essere una risposta abitativa per gli studenti…”

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1 Dicembre | "Gli Equilibristi" di I. De Matteo con V. Mastandrea

1 Dicembre | “Gli Equilibristi” di I. De Matteo con V. Mastandrea

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Ore 21 proiezione del film Gli equilibristi. Regia Ivano De Matteo, 2012. A Seguire dibattito: introduce la trasmissione “Visionari” di Radio Onda Rossa, incontro con Ivano De Matteo e Valerio Mastrandrea

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s/Montiamo l’Università!

s/Montiamo l’Università!

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Chi semina precarietà raccoglie rabbia e tempesta.

Noi vogliamo vivere

Veniamo a conoscenza in questi giorni che Mario Monti, Ignazio Visco (governatore della Banca d’Italia) insieme ad altri nomi, di secondo piano ma ugualmente allineati, arriveranno a Roma Tre, nella facoltà di scienze politiche, per partecipare al convegno di 5 giorni della Società italiana di scienze politiche.
Ma sono i contenuti che assomigliano a una sberleffo se non ad una provocazione.
Leggiamo infatti che Monti parteciperà come relatore sul tema: “ripensare la politica per governare l’economia” e nello stessa giornata insieme a Visco si discuterà di “crisi della politica: partiti, rappresentanza e democrazia”.
Proprio loro, che rappresentano la sospensione definitva della democrazia in Italia, a favore degli interessi unici dei mercati finanziari e delle lobby di potere che rappresentano.

Nell’attuale fase di commissariamento del nostro governo e nella crisi della rappresentanza politica il problema non è ristabilire il primato della politica (partiti)  sull’economia (mercati). Il problema è la messa in discussione radicale delle scelte di economia politica che vengono attuate in diversi paesi europei (Grecia, Spagna, Italia), dove al ripetersi di manovre finanziarie di austeruty, si realizzano misure di  precarizzazione ulteriore del  mercato del lavoro, si attuano licenziamenti di massa, si privatizzano i servizi pubblici, si taglia la spesa sociale e gli investimenti in istruzione,  universita e ricerca. Altro che governi di professori o  governi tecnici si tratta di tecniche di governo autoritarie che attentano quotidianamente alla vita di milioni di soggetti precarizzati e impoveriti dalle politiche di austerity.

Inutile dire quanto queste iniziative siano un continuo sprecare e riciclare soldi dove (come sempre) non ci sarà la partecipazione di alcuni se non dei diretti interessati, professori e professorini, baroni o baroncini, sempre pronti alla difesa corporativa dei propri interessi.
Ricordiamo, con l’occasione, a lor signori (e signore) quanto quella fabbrica postfordista del sapere di nome “Roma Tre” impone ai suoi studenti forgiandoli nella e per la precarietà; quanto sia simbolo di quella concezione privatistica del sapere, assumendo a pieno tutte le misure e le caratteristiche delle riforme degli ultimi vent’anni; sintetizza a pieno quell’università/azienda che, come una grande company della conoscenza, si misura anche con le speculazioni immobiliari, contribuendo alla distruzione del territorio, alla chiusura degli spazi e delle case occupate.
per chi è questa università?
per chi è possibile questo accesso al sapere?
per chi fanno questi convegni?

Da una lato abbiamo un modello di università e di gestione dei saperi sempre più preoccupante, dove la spending review sancisce una differenziazione di classe vera e propria su principi di merito, in una condizione sociale dove di tutto si può parlare, tranne che di pari opportunità.
Dove si dichiara guerra alla figura sempre più diffusa dello studente/lavoratore che, spesso fuori corso, pagherà dentro l’università i costi sociali della crisi e dei tagli annunciati.
Un’università in linea con la società, dove manca qualsiasi sistema di welfare che non sia la famiglia.
Del resto in Italia siamo rimasti i soli all’interno della comunità europea insieme alla Grecia a non avere nemmeno uno straccio di sostegno al reddito.
Il Presidente del consiglio e il suo governo, che si presenta come tecnico, non è che l’espressione politica raffinata del neoliberismo, che cerca di tener vivo il mostro capitalista quando, ormai, è evidente che la crisi economica sistemica, verticale ed epocale che stiamo attraversando è stata prodotta da quello stesso modello.

Siamo studenti precari, che devono accettare lo sfruttamento quotidiano per arrancare, provare ad andare avanti, anche solo per pagarsi gli studi. Siamo gli occupanti di casa, siamo disoccupati, precari e precarizzati, abitanti di questo territorio e non permetteremo che tutto ciò avvenga nel silenzio, che un affronto del genere passi inosservato
Siamo a volte indecifrabili agli occhi di governanti, sociologi e opinionisti. Ma sia chiaro che la fase dell’autocommiserazione è terminata, siamo sicuramente stanche e stanchi della precarietà, ma arrabbiati  e ovunque sfruttati, rivendichiamo di essere soprattutto vivi.

Lanciamo questo appello a tutte e a tutti perchè crediamo che questo convegno non sia un affronto solo a chi vive i nostri  territori (nello specifico San Paolo, quartiere resistente da sempre) ma tutta la metropoli di roma.
Non sappiamo questo autunno cosa accadrà e quali spazi di libertà riusciremo a strappare, ma sappiamo che sarà un anno difficile a Roma,come nel resto di Italia.
Come molti movimenti in giro per il mondo, che hanno già cominciato ad affermare le istanze del comune e del desiderio collettivo, vogliamo riprenderci le strade dell’alterità per costruire, qui ed ora, in questo mondo, l’alternativa come concreta e necessaria utopia, a partire da noi e dai nostri diritti, bi/sogni, desideri.

Il passato conoscilo, il presente vivilo, il futuro senza la lotta dimenticalo!

Giovedì 7    ore 19  assemblea cittadina! Facoltà di Sociologia della Sapienza
Martedì 11  ore 18  assemblea degli studenti, delle realtà cittadine e del territorio! Sc.politiche RM3
Giovedì 13  ore 9    s-Montiamo l’Università

s/Montiamo l’Università!

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12 Luglio ore 11 | Mobilitazione sotto la regione lazio

12 Luglio ore 11 | Mobilitazione sotto la regione lazio

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La torrida estate della regione Lazio

Giovedì 12 Luglio presidio-assemblea dalle ore 11.Il consiglio regionale ha approvato il 28 giugno l’assestamento di bilancio confermando una manovra recessiva e non adeguata al contesto di sofferenza che stanno attraversando migliaia di soggetti: dall’emergenza abitativa e ambientale, alla precarietà, alla generale crisi occupazionale e allo specifico ed elevatissimo tasso di disoccupazione giovanile.
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29 Marzo. La crisi economica nell’austerity (Dispositivi per l'Indipendenza)

29 Marzo. La crisi economica nell’austerity (Dispositivi per l’Indipendenza)

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La crisi economica nell’austerity: la grande trasformazione tra la crisi del processo della valorizzazione capitalistica, la nuova composizione sociale al lavoro e i dispositivi di comando e governance politica ed economica.

– Introduce Rafael Di Maio – Laboratorio Acrobax

– Andrea Fumagalli, Prof. Economia Politica all’università di Pavia

Siamo oggi di fronte ad una crisi epocale, definita dall’interno della governance europea e dello stesso establishment del gotha finanziario internazionale  come crisi sistemica. Crediamo che alla base di ciò che “giornalisticamente” definiamo “crack finanziario” ovvero del processo economico formale costituitosi negli USA a partire dal 2007/2008, vi siano elementi fondamentali e caratteristiche profonde che vanno indagate. Potremmo accontentarci infatti del corollario della narrazione che la governance politica europea produce, come interpretazione della crisi, anche attraverso un nuovo vocabolario tecnico-governamentale, come ad esempio lo spread  (tasso di differenza interno alla misura di un valore particolare – che però determina la direzione generale delle politiche economiche di Stati o interi mercati comunitari integrati come appunto la Comunità Europea).
Facendo tesoro della riflessione di Marazzi e della sua cogente analisi sulla crisi finanziaria relativamente al rapporto consustanziale tra economia e finanza, che potremmo definire quasi ontologico nell’odierno sistema di accumulazione finanziario, crediamo altresì che la crisi economica affondi le sue profonde radici dentro un senso, un nesso, specifico, interno ad un processo di disvelamento. Il divenire della crisi, complesso di  stratificazioni economiche, politiche e produttive, è per dirla con Braudel dentro un ciclo economico. Ve ne furono quattro: il ciclo genovese XV sec. quello olandese del XVII il ciclo inglese XVIII sec. e quello degli USA. Oggi l’ultimo è a chiusura di un percorso geo-stratecigo che lo ha visto effettivamente egemone negli ultimi due secoli e che volge inesorabilmente al termine. Siamo nel pieno di un processo di transizione, ad un salto di paradigma, caratterizzato anche da un’altra transizione quella del passaggio dall’economia industriale, al modello produttivo post-fordista.

Il nesso tra crisi e produzione, noi lo abbiamo rintracciato fondamentalmente nella crisi della misura del valore, nella crisi del processo di valorizzazione. Nella crisi della misurazione del lavoro e della produzione formale ovvero nella crisi tutta interna allo “sviluppo del capitalismo” mantenendo per dirla con il Panzieri delle “Lotte operaie e sviluppo del capitalismo” uno sguardo critico sulla visione progressista della storia e dello sviluppo del capitalismo.

Loa Acrobax
via della vasca navale, 6 [ponte Marconi] www.acrobax.org
www.indipendenti.eu

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Occupy arriva anche a Roma: #occupywelfare

Occupy arriva anche a Roma: #occupywelfare

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#Occupy Welfare

venerdì 16 marzo >>> Via Veneto, 56 dalle ore 16

Mayday! Mayday! Entro il 23 marzo il governo tecno/autoritario ha intenzione di approvare la Riforma del mercato del lavoro! Dopo quella sulle pensioni (parola che ora sparirà dalvocabolario!), anche i diritti sul lavoro già calpestati dagli ultimi 15 anni di politiche di flessibilizzazione realizzate in maniera bipartisan si apprestano ad essere cancellati senza colpo ferire.

Sindacati e forze politiche non ci rappresentano e certo non ci difenderanno dal default dei diritti. Tra “paccate” di soldi – che sono briciole! – sorrisi e mediazioni, gli incontri con il governo vengono definiti da CGIL, CISL e UIL “utili e costruttivi”. Per chi?

Cominciano a prendere corpo le proposte innovative del “paccoFornero”: il contratto dominante ovvero il solito apprendistato che piace tanto ai sindacati per i contributi a pioggia sulla formazione professionale e alle imprese per la drastica riduzione dei salari. L’ ASPI (acronimo per Assicurazione Sociale per l’Impiego) che sostituisce le parziali indennità di disoccupazione e mobilità senza estenderne veramente la copertura a tutta la platea reale di beneficiari. Per chiudere, la ciliegina sulla torta, la flessibilità in uscita che suona veramente macabra di fronte alle centinaia di migliaia di posti di lavoro che si stanno perdendo nell’attualefase di crisi.

Con la lettera aperta al governo sul punto di vista precario, l’8 marzo è cominciata la campagna #occupywelfare: precarie e precari, con la complicità di San Precario, hanno occupato il ministero del lavoro riuscendo ad incontrare la Fornero. Da lì in poi per tutti i venerdì del mese di marzo scegliamo di continuare a portare il punto di vista precario sotto le finestre del ministero del lavoro.

Le parole della ministra, clandestinamente documentate attraverso il nostro materiale video durante l’incontro con le precarie, non ci accontentano! anzi si sommano alle offensive banalizzazioni che abbiamo sentito dal governo negli ultimi mesi: a chi chiede nuovi diritti e una vera redistribuzione della ricchezza attraverso il reddito di base e incondizionato non si può rispondere con la solita demagogia dei sacrifici per tutti. Sappiamo che la crisi non è uguale per tutti, ne tantomeno un dispositivo neutro.

8 e 9 Marzo, #Occupywelfare contro il pacco Fornero 

Cara Fornero la tua riforma sembra sempre più una dieta meditteranea di diritti per i precari e le precarie!

Non abbiamo nulla daperdere! #occupywelfare un mondo di diritti da conquistare!

Fermiamo la riforma del mercato del lavoro!

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