Summer_time è tempo di reddito! Roma Sud verso il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile

#11Luglio rinviato: #Civediamopoi

Sembra ormai ufficiale la decisione di spostare, per la seconda volta, il vertice sulla disoccupazione giovanile in programma l’11 luglio a Torino. La proposta di Renzi e Van Rompuy è quindi di posticipare la riunione a novembre e probabilmente fuori dall’Italia. Da una parte non possiamo non pensare sia la logica conseguenza del vuoto che permea le politiche del Pd in materia di welfare e che il rinvio serva al governo per avere qualcosa di più concreto da presentare che le miserie della Garanzia Giovani e un Jobs Act ancora in divenire.

Dall’altra non vogliamo escludere che a qualcuno, tra Roma e Bruxelles, siano tremati i polsi vedendo montare l’attenzione di collettivi e organizzazioni anticapitaliste di buona parte dello spazio UE intorno alla data dell’11 luglio.

Non escludiamo che con il rinvio il governo voglia approfittare per sterilizzare ulteriormente il tessuto critico delle soggettività precarie. Continuano infatti in tutta Italia le operazioni di polizia, gli sgomberi e l’applicazione di misure cautelari ai danni di attivisti. Per quanto ci riguarda, faremo tesoro del tempo che ci separa da qui alla nuova, ipotetica data. Proseguiamo il nostro lavoro di agitazione sul terreno della precarietà del lavoro e abitativa, a partire dal percorso contro il Jobs Act che sta prendendo corpo a Roma e la critica radicale al programma di Garanzia Giovani, già incagliato a poche settimane dalla sua ufficializzazione.

Per questo a partire dal programma di iniziative “Summer_Time è tempo di reddito” continueremo rimettere al centro della nostra azione politica territoriale, il rifiuto del ricatto della precarietà, le battaglie per i commons contro la privatizzazione dei servizi pubblici, l’auto-organizzazione dei conflitti sul lavoro, la riconquista dei diritti, le nuove forme di mutualismo, la rivendicazione del salario minimo orario europeo e del  reddito garantito, incondizionato e universale! In connessione con gli spazi e le reti nazionali ed internazionali in movimento verso un’altra Europa, trasformiamo il semestre italiano di presidenza europea nel semestre sociale contro le politiche di austerity.

Summer_time è tempo di reddito! Roma Sud verso il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile

I prossimi giorni saranno caratterizzati in tutta Italia nell’intensificarsi di iniziative, azioni, dibattiti verso il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile che si svolgerà a Torino l’11 luglio. Un appuntamento sicuramente da non vivere come un evento in se o come contro-vertice, in cui far incontrare le identità antagoniste, ma come momento processuale in cui costruire percorsi alternativi al governo della crisi, accumulare consenso e nuova aggregazione sociale. Per questo i percorsi verso le giornate del vertice che si stanno costruendo in tutta Italia sono momenti importanti per rilanciare uno spazio indipendente, dove far cooperare le lotte contro l’austerity e precarietà, italiane e trasnazionali.

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Abbiamo davanti a noi la possibilità di costruire una traiettoria che riesca ad essere intelligibile a milioni di precari, disoccupati, indebitati, working poor e lavoratori autonomi sotto la soglia di povertà. Abbiamo la responsabilità di provare ad innescare una movimentazione nel nostro paese a cominciare da Torino, dove si aprirà ufficialmente il semestre italiano di presidenza europea. Obbiettivo condiviso dovrebbe quello di trasformarlo nel semestre sociale delle lotte contro la precarizzazione delle nostre vite in connessione con gli spazi e le reti nazionali ed internazionali in movimento verso un’altra Europa.

Tutto ciò  soprattutto nel contesto politico e culturale che stiamo vivendo. Dopo le elezioni europee il consenso acquisito dal PD sta creando le condizioni per l’accelerazione di Renzi sull’ approvazione di una serie di provvedimenti a cominciare dalla seconda parte della riforma del lavoro, il Jobs Act. Attraverso un disegno di legge-delega si attuerebbe la riforma degli ammortizzatori sociali tramite la minima elargizione di sussidi, dispositivi di controllo sociale. Nulla a che vedere né con forme di redistribuzione della ricchezza né con strumenti di superamento del nostro sistema di welfare: arretrato, condizionale, iniquo che crea sperequazione, pieno di clientelismo e che riguarda attualmente solo una parte dei lavori. Ma nel momento in cui si supererà l’attuale sistema degli ammortizzatori sociali,  attraverso l’erogazione di sussidi di disoccupazione a chi ne è stato da sempre escluso, sarà molto più difficile contrastare l’operazione di consenso che Renzi sta predisponendo su questo terreno. La narrazione della governance post-austerity in Italia ha già assunto la redistribuzione della ricchezza (simbolica) come indicazione comunicativa, pensiamo al bonus fiscale del governo Renzi. Per questo la rivendicazione di reddito, il suo divenire programma di lotta e orizzonte di conflitto, acquista un importanza strategica. Sappiamo bene che dietro la retorica delle politiche di welfare to work non si nasconde nessuna attivazione ma tecniche di controllo, monitoring individuale e gestione dei conflitti come sta avvenendo nel programma europeo contro la disoccupazione giovanile, Garanzia Giovani ovvero Youth Guarantee. Ed è per questo che dobbiamo decostruire il concetto stesso di disoccupazione giovanile, affermando che, dietro i dati statistici ufficiali, che ormai parlano di un tasso drammatico del 46%, non si trova solo una “disoccupazione reale e  di massa” ma esiste un universo di precarietà che lavora nel sommerso, produce ricchezza perché è in una mobilitazione permanente per il capitale (basti osservare i ricavi delle società che gestiscono i social media), vive tra lavoretti intermittenti ed è tutto fuorché inattivo.

Una moltitudine di soggetti su cui si dovrebbe sperimentare un programma triennale con un investimento di 1.5 miliardi di euro che, nel nostro paese, rappresenta un vero “business della disoccupazione”: tra freejob, tirocini, apprendistati, fondi ad imprese ed enti di formazione e di orientamento. Inoltre le risorse per il programma non bastano minimamente a coprire la platea dei possibili beneficiari (disoccupati, neet, inoccupati tra 15 e 29 anni) che a livello nazionale  sono  se consideriamo esclusivamente i cosiddetti neet in questa fascia di età arriviamo ad oltre 2.5 milioni di persone. L’utilizzo del concetto di “inattività” contrapposto alla “produttività” e “competitività” serve alla governance stessa per produrre un nuovo cambio di paradigma, quello delle sfruttamento intensivo, del lavoro volontario e servile. Il contraltare alla disoccupazione di massa diviene così l’accettazione passiva di percorsi di “attivazione” basati su stage e freejob.  I soggetti saranno obbligati ad accettare qualsiasi condizione salariale e contrattuale. Perché nell’impoverimento generalizzato di gran parte della popolazione e nella disoccupazione strutturale il vero centro del problema rimane la redistribuzione della ricchezza, la mancanza costante di reddito, nell’assenza di strumenti di protezione sociale per la maggior parte dei precarizzati.

Per questo dobbiamo gridare con forza la nostra indisponibilità a lavorare gratis, ad accettare lavori di merda, a subire salari ridicoli. Ma dobbiamo soprattutto costruire battaglie coordinate contro la Garanzia Giovani che è attualmente, visti i ritardi del Piano nazionale e di quello locale, una scatola vuota.

Azioni di comunicazione sociale contro la garanzia giovani si stanno ripetendo in diverse città italiane: nei centri per l’impiego, nelle direzioni provinciali del lavoro ect ect. Il vertice di Torino sarà anche la vetrina  dell’unico programma che l’Europa sta sviluppando per l’occupazione giovanile, la Youth Guaratee; per questo dovremmo intensificare e coordinare le iniziative nelle varie città per svolgere campagne comuni e momenti connessi a partire  dalla rivendicazione della Garanzia del reddito, Income Guarantee,. Proprio ieri abbiamo inaugurato, insieme a diverse reti e collettivi di studenti, precari e neet, presso il centro per l’impiego di Cinecittà la campagna “Garantiamoci un Futuro”. Un primo importante passaggio di comunicazione, agitazione sociale ed inchiesta che continuerà nei prossimi giorni a partire dai centri per l’impiego dove sono stati convocati migliaia di giovani precari e disoccupati. Fondamentale ci sembra anche la sperimentazione del livello organizzativo, territoriale e metropolitano attraverso gli Youth Corner presenti in vari quadranti della città, dei veri e propri Hub di informazione e lotta realizzati dal Neetblock e delle Camere del lavoro autonomo e precario.

In questa fase aprire “spazi pubblici espansivi” significa valorizzare l’intelligenza collettiva che vive nella cooperazione sociale, nei territori virtuali e reali, non esclusivamente nei comportamenti dei militanti o in alcune esemplari vertenze lavorative o in alcune generose resistenze sociali. Cercare di sperimentare linguaggi, immaginari, narrazioni possibili che ricompongano le forme di vita precarie che vivono nella mancanza di reddito, nell’incertezza permanente tra lavoro e non lavoro, nell’incapacità e nell’impossibilità di organizzarsi sui posti di lavoro, nel ricatto del debito infinito .
In questo senso non esistono scorciatoie facili o strade già percorse da rimboccare.

Per diventare una “minaccia reale” e fare paura al governance e ai precarizzatori non bastano più gli interstizi chiusi o dichiarazioni roboanti. La necessità comune nel contesto metropolitano è quella di realizzare “coalizioni sociali larghe ed inclusive” a partire, nel breve periodo, da obbiettivi concreti: l’opposizione al Jobs Act della precarietà a vita, le lotte per i diritti dentro ed oltre il lavoro, la disarticolazione della  Youth Guarantee, la riappropriazione sociale dei beni comuni, l’orizzonte strategico della rivendicazione di reddito contro il ricatto della precarietà.

La giungla del mercato del lavoro, attraverso l’approvazione del Decreto Poletti convertito in legge, diventerà un universo di prestazioni servili, una schiavitù silenziosa e difficilmente sindacalizzabile. La sotto-occupazione diventerà la nuova forma di “occupabilità” ovvero la caratteristica fondamentale del mercato del lavoro.

“Nel ventre della bestia” così abbiamo definito Eataly (il modello Farinetti a cui si è spirato Renzi per la riforma del mercato del lavoro ) domina la paura e la precarietà diventa dispositivo di disciplinamento. Perché dietro il provvedimento si cela la volontà di “sterilizzare” definitivamente il conflitto nei luoghi di lavoro, con l’accordo entusiasta del mondo delle imprese e nel silenzio assordante dei sindacati confederali.

Nel programma “Summer_Time è tempo di reddito” prevediamo  azioni, workshop e dibattiti verso Torino. E partiremo dalla nostra città, già colpita da tagli lineari e pronta per subire un’ondata di privatizzazioni; un meccanismo che produrrà un’ulteriore divaricazione nel tessuto sociale di Roma. Attuando “l’AmmazzaRoma” produrranno una devastazione sociale con la diminuizione verticale di diritti e garanzie.
In conclusione, l’appuntamento di Torino sarà una tappa fondamentale nella prospettiva di un movimento europeo e trasnazionale per la riappropriazione della ricchezza sociale, in una dinamica processuale e costituente dove viva il desiderio collettivo di rottura e l’affermazione dell’alterità.

Per questo vogliamo rimettere al centro dell’azione politica quotidiana il rifiuto del ricatto della precarietà, l’auto-organizzazione dei conflitti sul lavoro, la riconquista dei diritti, la condivisione dei comportamenti alternativi alla crisi attraverso le nuove forme di mutualismo, la rivendicazione del salario minimo  orario e del  reddito garantito, incondizionato e universale.

Il programma

Comunic_azioni, workshop e dibattiti

Martedì 17 giugno facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre Via Gabriello Chiabrera n. 199 dalle ore 17 assemblea pubblica #StopJobsAct: reddito>commons>welfare>diritti verso ed oltre il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile.

Giovedì 19 giugno Alexis via ostiense 124 ore 18 Neetbloc workshop: Neet, freejobs, condizione precaria e disoccupazione giovanile: dalla Youth Guarantee all’European Income Guarantee. Presentazione “Città eterna, precarie vite. Inchiesta sulle forme di vita precaria nella Roma postmetropolitana”,Aracne 2013 con Vincenzo Carbone, Licia de Sanctis, Salvatore Graci.

Venerdì 20 giugno Parco Schuster>ore 18 Open Air Neetbloc: “Reclaim the city reclaim the money: siamo tutto fuorché inattivi!”.

Lunedì 23 giugno Acrobax assemblea pubblica “Per i servizi pubblici, contro le privatatizzazioni”. Per proseguire la mobilitazione contro il decreto AmmazzaRoma; sono invitati cittadini, lavoratori, sindacati di base e movimenti sociali.

Venerdì 27 giugno  Acrobax via della vasca navale n.6  ore 18 presentazione “Le ragioni del reddito di esistenza universale”, Ombre Corte 2014 dibattito con l’autore Giacomo Pisani, Augusto Illuminati, Giso Amendola.

Giovedì 3 luglio Alexis via ostiense n. 124 ore 18 presentazione “Nel ventre della bestia. Inchiesta work in progress sul Modello Farinetti.  Dalla precarietà made in Eataly alla filiera  alimentare che mangia l’Italia ”. Dibattito con Genuino Clandestino, Terra Rivolta, Terra Terra, Clashcityworkers. Sono invitate reti di precari, coordinamento lavoratori autoconvocati, sindacati di base,  Clap – camere del lavoro autonomo e precario.

Indicom Rete degli indipendenti per il comune

 #civediamol’11

 

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