…ne nascono altre cento. Ciao Rena’!

Dopo undici anni dall’omicidio di Renato, il 2 settembre, come ogni anno, ci ritroveremo a parco Schuster non solo per ricordare un ragazzo a cui sono stati tolti i sogni, le passioni e la vita, ma per far si che i suoi sogni e le sue passioni aggreghino migliaia di giovani, donne e uomini, che non vogliono dimenticare e per i quali dire no al fascismo è qualcosa che va oltre la semplice “politica”. Negli ultimi anni c’è stato un aumento esponenziale di partiti e organizzazioni fasciste che a livello istituzionale portano avanti idee xenofobe e fasciste.

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Partiti a cui è concesso di presentarsi alle elezioni politiche liberamente. Perché purtroppo, idee di odio e di intolleranza hanno rappresentato, per tante persone, la risposta alla crisi. E in questi anni abbiamo visto crescere quest’odio e abbiamo dovuto assistere alla visione di fili spinati e alla costruzione di muri che hanno come scopo quello di dividere le persone, che niente hanno di diverso se non il paese di nascita. Così come negli ultimi tempi sono stati sempre maggiori, per numero e per gravità, i provvedimenti restrittivi della libertà di opinione e di movimento, primi tra tutti il decreto Minniti-Orlando. Appare chiaro che molte libertà, conquistate con la Guerra di Liberazione dal nazifascismo, appaiono oggi rimesse fortemente in discussione e appare ancora più grave che la risposta dei cittadini sia spesso l’indifferenza e la passività. Tanti valori e ideali, aspettative di giustizia, uguaglianza, libertà, diritto al lavoro sono stati disattesi, quei valori e ideali per cui hanno combattuto i giovani Partigiani di allora. Valori e ideali disattesi dalla nostra stessa Costituzione, costruita grazie al loro sacrificio e alla loro lotta. È proprio per questo che appare sempre più necessaria la continuità tra le lotte di ieri e quelle di oggi, tra i giovani Partigiani di allora e i nuovi Partigiani di oggi, continuità necessaria per difendere la Costituzione, e per denunciare e continuare ad opporsi alle ingiustizie. È quindi necessario guardare ai partigiani di oggi, a quelli che come Renato sono stati uccisi perché secondo qualcuno uscivano dalla festa sbagliata, di sinistra, e perché non erano di quel territorio. A quelli come Dax uccisi per essere militanti antifascisti, a quelli come Carlo colpevole insieme ad altri 300mila di essere in piazza a Genova contro il G8. E a tutti quelli che continuamente, per non dimenticare continuano a scendere in piazza perché la memoria si faccia lotta politica.

A chi dice che i giovani sono disinteressati alla politica attiva rispondiamo che è un’affermazione falsa,strumentale e disfattista. Ci sono giovani che quotidianamente portano avanti progetti di solidarietà, accoglienza e mutualismo dentro i quartieri. Giovani che lottano per la casa, per un lavoro che valorizzi la propria persona, che rivendicano ogni giorno spazi di agibilità politica e che troppo spesso non vengono riconosciuti dalle istituzioni e a volte anche dalla nostra associazione. Giovani che vivono le difficoltà della crisi e della precarietà infinita. Giovani che si mobilitano e cui si risponde solo a suon di decreti e provvedimenti limitanti le libertà personali e di opinione, ma che, nonostante tutto, continuano a lottare.

È necessario che dalla Resistenza e da tutte quelle storie di odio, di intolleranza e di morte come quella di Renato, non nasca solo un ricordo e neppure solo una memoria, che stenta a diventare collettiva, ma che da essa venga un grande insegnamento che ci aiuti a costruire il presente. È per questo che saremo il 27 agosto sulla spiaggia di Focene e il 2 settembre a parco Schuster, sempre con rabbia e con amore.

Ora e sempre Resistenza.
Anpi Sezione Renato Biagetti

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