1 marzo Roma è meticcia! Chiudiamo il CIE di Ponte Galeria

Il 15 febbraio un corteo meticcio composto da migliaia di persone si è preso le strade di Ponte Galeria per chiedere la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione. Un lager in cui migliaia di migranti sono stati detenuti nel corso degli anni senza aver commesso alcun reato, soltanto a causa della mancanza di un regolare permesso di soggiorno. Un luogo ben nascosto dagli occhi della città, che sembrava irraggiungibile e inaccessibile. Un luogo illegittimo che i movimenti hanno violato in maniera determinata e di massa.

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Le forze dell’ordine hanno tentato in tutti i modi di ostacolare la manifestazione, sia nei giorni precedenti che durante il corteo. La prefettura e la questura hanno reagito in maniera scomposta dimostrando come il C.I.E. di Ponte Galeria sia un nervo scoperto dei governanti italiani. A pochi giorni dal corteo, numerosi attivisti romani dei movimenti di lotta per la casa, che stavano animando attivamente il percorso MAI PIU’ C.I.E., sono stati arrestati. Il giorno stesso della mobilitazione, invece, ben due camion con l’amplificazione sono stati sequestrati, rendendo di fatto impossibile la comunicazione con le persone recluse all’interno del C.I.E.. Rappresaglie e provocazioni hanno colpito anche i migranti che nelle settimane precedenti avevano più volte protestato all’interno del centro: solo poche ore prima del nostro arrivo, infatti, la questura ha deportato molti ragazzi che avevano attuato lo sciopero delle “bocche cucite”. Nonostante tutto ciò, non sono riusciti a fermare la determinazione di chi è sceso in piazza, né a spegnere le rivolte dei migranti reclusi. Il corteo, in maniera diffusa e condivisa, ha attaccato le reti che circondano il lager, sradicandone oltre 50 metri. Abbiamo aperto uno squarcio nei sistemi difensivi del C.I.E. per dimostrare a tutti come le mura, le sbarre, le grate che lo circondano siano da abbattere definitivamente. Abbiamo detto e scritto che il 15 febbraio è stato soltanto l’inizio di una mobilitazione larga e radicale, che continuerà fino a quando Ponte Galeria e tutti i Centri di Identificazione ed Espulsione chiuderanno per sempre. Chiudere i C.I.E. è il primo obiettivo da praticare per iniziare a trasformare radicalmente le leggi e le politiche migratorie che in questi anni hanno prodotto morte, sfruttamento e subalternità.Oggi diamo voce ai muri della città meticcia per ribadire che i centri di detenzione non sono riformabili o umanizzabili, che bisogna chiuderli adesso e non riaprirli mai più. Lo facciamo il 1 marzo, una data che nasce dalle lotte e dagli scioperi che i lavoratori migranti hanno praticato a livello globale per ottenere diritti e dignità. In questa giornata, denunciamo anche la vergogna di un incontro che si terrà a Roma tra gruppi fascisti di diversi paesi europei, tra cui spiccano i nazisti di Forza Nuova e di Alba Dorata. Lo facciamo ribadendo che non cederemo a nessuna retorica nazionalista o populista. Siamo ben consapevoli che anche nei momenti di crisi i diritti di alcuni non escludono quelli degli altri e che le lotte contro le politiche di austerità non hanno frontiere.

 

Roma è meticcia! Chiudiamo Ponte Galeria! Liber* tutt*!

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