Storie di periferie e fascismo del terzo millennio

Il 13 settembre 2017 eravamo più di un centinaio di antifasciste e antifascisti, attivisti sociali, abitanti del quartiere, a Tiburtino III per manifestare contro casapound, contro l’ennesima messa in scena dei fascisti del terzo millennio e per impedire che ulteriore spazio venisse concesso alle loro idee mortifere.

In queste ore decine di attivisti e attiviste romani stanno ricevendo denunce con accuse pesantissime per i fatti di quel pomeriggio quando in tanti, tra abitanti del quartiere e attivisti da tutta Roma, ci ritrovammo davanti al centro anziani di tiburtino terzo per chiedere di poter intervenire del consiglio straordinario sul centro rifugiati allora presente in zona.


La convocazione del consiglio municipale straordinario proprio nel quartiere conteso, era avvenuta su pressione dei fascisti di Casa Pound che da tempo cercano di penetrare sulla Tiburtina. La risposta fu immediata. Assemblee nel quartiere e convocazione di un presidio popolare e di massa per partecipare alla riunione del consiglio municipale.

Una situazione quella del 13 settembre 2017 che ci dice molto sulla situazione che ci troviamo a vivere oggi in Italia: un governo 5stelle/Lega, in cui spadroneggia un ministro degli interni, che ama vestire le divise e parlare di legalità (mentre il suo partito ha fatto sparire 49 milioni di euro); che sostiene il diktat fascista “prima gli italiani”; che abbandona in mare 49 esseri umani per più di 15 giorni e rivendica respingimenti nell’inferno libico; che non riesce a dire una parola sulla. feroce aggressione dei giornalisti al verano di due giorni fa; che approva un decreto sicurezza e immigrazione che restringe spazi di libertà e diritti umani. E tutto questo spazio gli viene garantito proprio dai voti dei 5stelle.

Tornando ai fatti del settembre di 2 anni fa, la richiesta di cpi di consiglio straordinario era pretestuosa e piena di razzismo e per tutte e tutti noi intollerabile: nelle strade così come nei luoghi istituzionali. Per questo quel giorno ci presentammo in molti per manifestare la nostra contrarietà davanti all’ingresso del centro anziani che avrebbe dovuto ospitare la discussione.
Gli anziani presenti all’interno solidarizzarono subito con i manifestanti, esprimendo una posizione di netta contrarietà alla passerella offerta a Casapound imponendo loro una decisione che non condividevano.

Quello che lasciò tutti sgomenti fu che la polizia fece ad un certo punto entrare nei locali dove si doveva svolgere il consiglio tutti i neofascisti giunti sul posto lasciando fuori gli abitanti, le associazioni e persino alcuni esponenti istituzionali. E mentre ai fascisti veniva permesso di entrare, la celere iniziava a spintonare gli abitanti del quartiere per allontanarli dall’ingresso.
Tutto quanto accaduto nei minuti successivi ci parla dunque di un estremo tentativo di resistere ad un sopruso, quello di dare spazio ai fascisti negandolo ai cittadini del territorio ad associazioni e attivisti da tutta Roma.

Le denunce arrivate in questi giorni si uniscono alle centinaia di denunce a provvedimenti restrittivi emanati contro gli antifascisti e le antifasciste in tutto il paese negli ultimi anni. Anni in cui nel silenzio dei media e delle istituzioni si lasciava spazio al razzismo, alle aggressioni fasciste ed omofobe, alla legittimazione delle compagini neofasciste come fossero elementi di folclore, mentre seminavano odio, violenza e morte come nel caso di Dax, Renato, Nicola e altri ancora in tutta Europa.

Quel giorno a tiburtino III abbiamo difeso i principi stessi da cui nasce quell’istituzione pubblica.
Istituzione che aveva abdicato al suo ruolo lasciando spazio ai fascisti, abbiamo difeso un modello di società che non accetta fascismo razzismo e sessismo. E nonostante la repressione che vorrebbe fermarci, ribadiamo con forza che non faremo un passo indietro e non lasceremo nessuno spazio ai fascisti mai.

Le antifasciste e gli antifascisti romani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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