Martedì 17 Gennaio / Se manchi tu

SE MANCHI TU
di e con Tamara Bartolini / Michele Baronio
un reading dai libri “Amianto” (ed.Alegre) e “108 metri” (ed. Laterza) di Alberto Prunetti

Il 17 gennaio 2023 alle ore 20.30 torniamo a dare voce a due libri che raccontano del lavoro e della vita, di profonde eredità comuni che viaggiano nel tempo – in Italia e in Europa – su quei treni e sulle rotaie costruite dagli operai delle acciaierie di Piombino come ci ricorda Alberto Prunetti in Amianto e 108 metri.


Dedichiamo questa serata ad Antonio. Dedichiamo questo reading a quella generazione di figli e figlie precari, mal pagati, sfruttati, e a quell’altra generazione di padri e madri che si sono ammalati di lavoro, veleni e inquinamento. Perché di lavoro ancora si muore.

“Amianto ti scuote le viscere” – scrive Wu Ming 1 – “colpisce dritto ai polmoni, è un libro di
quelli che si leggono per poi parlarne insieme […] e se dopo averlo letto a uno non gli
arriva la botta vuol dire che ha la testa sbagliata e si è messo il cuore sotto le scarpe. Vuol
dire che i padroni lo hanno lavorato bene”. Quando anni fa abbiamo letto per la prima volta
Amianto la botta è arrivata forte colpendo al centro della precarietà che scuote le nostre
esistenze. Poi è uscito108 metri che ci ha mostrato le cicatrici ancora aperte e allo stesso
tempo la possibilità di immaginare avventure da isola del tesoro seguendo le sorti di una
ciurma di eroici operai. Ci vogliono cuore e polmoni per le parole lanciate da Alberto
Prunetti che ci incatenano a una storia che non è passata, che è qui e ora, che ci chiede di
guardarla in faccia, di occuparcene, di colmare la distanza, la mancanza, e di non farlo da
soli. “Sono nato sotto il segno dell’amianto, sono venuto alla vita nel luogo in cui si va alla
morte, in un luogo emblema di quella nocività che ha minato mio padre (…) E quando mi
troverò nel fango, triste come un altoforno spento, con le dita attaccate agli inguini strizzati
o senza fiato per una pallonata della vita nello stomaco, coi miei sogni sconvolti o crollati,
nel vento e nella pioggia, saprò che mai camminerò da solo.”

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